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Terza età

La Psicologia dell’Invecchiamento è la disciplina che si occupa delle problematiche di tipo psicologico e neuropsicologico della persona anziana.
L’invecchiamento, infatti, non è un processo soltanto biologico, ma anche psicologico, che coinvolge le funzioni cognitive (memoria, linguaggio, attenzione, percezione, ragionamento…), le emozioni, le aspettative e le relazioni sociali della persona. Nell’anziano possono emergere problematiche specifiche di questa fase della vita, legate ad aspetti come la salute, la perdita di autonomia o il timore per il futuro, ma possono anche acuirsi difficoltà già presenti in precedenza.
Il processo di invecchiamento rappresenta una fase della vita delicata e complessa per i profondi cambiamenti che si verificano. Se questo accade nel “normale” invecchiamento fisiologico, è ancor più evidente quando sono presenti patologie più o meno severe e invalidanti. A seguire sono descritte le patologie neuropsicologiche più diffuse tra gli anziani, passando dal lieve deterioramento cognitivo ai diversi tipi di demenza, cioè disturbi neurologici caratterizzati da una progressiva perdita delle abilità cognitive e di adattamento.

 Patologie neuropsicologiche nell’anziano:

  1. MCI – Mild Cognitive Impairment (deterioramento cognitivo lieve). E’una situazione di declino cognitivo che non soddisfa i criteri della demenza, caratterizzata da disturbi lievi in aree come la memoria, l’attenzione, il linguaggio... In circa la metà dei casi, entro tre anni si sviluppa una demenza conclamata. Spesso è presente anche una concomitante depressione, che interagisce con i deficit cognitivi ed è prognostica riguardo all’evoluzione verso la demenza.
  2. Demenza di Alzheimer. Rappresenta la forma più diffusa di demenza e si tratta di una malattia degenerativa che colpisce la corteccia cerebrale. I sintomi iniziali riguardano soprattutto la memoria e le anomie (difficoltà nel trovare le parole per esprimersi), mentre successivamente vengono compromesse altre capacità cognitive e funzionali, fino alla perdita della capacità di vivere in modo autonomo. 
  3. Demenza vascolare. La causa di questo tipo di demenza è data da lesioni ischemiche cerebrali. A seconda di quale area cerebrale viene colpita, possono manifestarsi deficit differenti.
  4. Demenza a corpi di Levy. Colpisce in particolare l’attenzione e le abilità visuospaziali. Spesso sono presenti aspetti psichiatrici come la depressione e la psicosi.
  5. Morbo di Parkinson. E’ una patologia neurodegenerativa che colpisce i neuroni che producono dopamina, causando sintomi di tipo motorio. Solo in alcuni casi porta a demenza, con deficit soprattutto nelle funzioni esecutive e visuo-spaziali.
  6. Demenza corticobasale. E’ un disturbo degenerativo che riguarda la corteccia prefrontale e i gangli della base. Si manifesta con sintomi cognitivi (deficit linguaggio e memoria), motori (rigidità, scarso equilibrio e movimenti involontari) e comportamentali.
  7. Demenza frontotemporale (malattia di Pick). Si tratta di una progressiva degenerazione della corteccia cerebrale frontale e temporale anteriore. I sintomi iniziali riguardano aspetti comportamentali come l’impulsività e la disinibizione, per poi coinvolgere le funzioni esecutive, il ragionamento e il linguaggio.
  8. Corea di Hungtinton. E’ una malattia cerebrale degenerativa con esordio nella mezza età che porta a problemi motori (movimenti involontari e irregolari degli arti e dei muscoli facciali) e un progressivo declino intellettivo che si manifesta con deficit della memoria, del linguaggio e delle capacità di ragionamento.
  9. Atrofia corticale posteriore (PCA). E’ una patologia degenerativa che colpisce la corteccia cerebrale parietale e occipitale. Inizialmente si manifestano deficit nella percezione visiva e nelle abilità visuo-spaziali, e progressivamente vengono interessate la memoria, le abilità di lettura e scrittura, l’orientamento e gli aspetti affettivi. Possono essere inoltre presenti complicazioni di tipo psichiatrico come le allucinazioni.
  10. Pseudodemenza. Alcuni quadri psichiatrici, come una depressione maggiore o una psicosi, possono portare il soggetto a manifestare i sintomi tipici di una demenza (es. perdita di memoria, scarsa concentrazione, disturbi del linguaggio, apatia…) e per questo essere scambiati per una patologia neurologica. In questo caso, però, i sintomi sono curabili risolvendo la problematica psichica sottostante.

Alle patologie descritte, sono da aggiungere le demenze da infezioni (AIDS, meningiti, Creutzfeldt Jacob - “mucca pazza”), le demenze tossiche (da farmaci, piombo, monossido di carbonio…), la sindrome di Korsakoff (dovuta all’abuso di alcool) e le demenze carenziali (per esempio da B12 e folati). Da queste descrizioni emerge l’importanza di effettuare una diagnosi corretta e approfondita al fine di riconoscere la causa delle problematiche del soggetto per trattarla nei casi in cui sia reversibile e per intervenire nel modo più specifico. Inoltre è da sottolineare come demenza e depressione siano spesso presenti contemporaneamente in un anziano e contribuiscano alla manifestazione dei sintomi. Per esempio, le difficoltà di memoria possono portare un abbassamento della fiducia in se stessi e di conseguenza a sensazioni di ansia, depressione e ritiro dalle attività, amplificando ulteriormente il disturbo.
In tutti i casi, tuttavia, i deficit cognitivi (come le difficoltà di memoria o di linguaggio), associati ai problemi di tipo comportamentale ed emotivo, (come aggressività, disinibizione, depressione, disturbi del sonno e deliri) hanno importanti  ripercussioni nella vita quotidiana del soggetto e di chi se ne prende cura. I familiari, infatti, sperimentano un notevole carico emotivo, legato sia alla sofferenza nel vedere i cambiamenti e le difficoltà dei loro cari, sia ad aspetti pratici e decisionali, come la gestione quotidiana o la scelta della soluzione migliore per l’assistenza dell’anziano. Attualmente non esistono cure in grado di arrestare l’andamento progressivo delle demenze, ma è possibile intervenire per migliorare la qualità della vita del malato e di chi se ne occupa quotidianamente. Per esempio, interventi di stimolazione cognitiva, di acquisizione di strategie compensative e di sostegno ai familiari rappresentano valide forme di supporto per migliorare la situazione.

Servizi offerti
L’Istituto EGLE offre una serie di servizi per valutare e intervenire sui bisogni specifici della terza età, integrando il trattamento delle funzioni cognitive con quello degli aspetti emotivi, comportamentali e familiari:

Valutazione neuropsicologica e clinica per:

  • valutare in modo dettagliato i deficit cognitivi e le risorse del soggetto
  • effettuare una diagnosi differenziale (per esempio per discriminare tra demenza e depressione)
  • conoscere le caratteristiche del soggetto e i suoi obiettivi
  • progettare un intervento mirato
  • monitorare l’andamento della patologia e l’efficacia del trattamento

Riabilitazione e stimolazione cognitiva: 

  • Incontri individuali e/o di gruppo con l’utilizzo di software, attività carta-matita, esercizi interattivi e ROT (Reality Orientation Therapy) per:
  1. mantenere e potenziare le capacità cognitive residue al fine di rallentare  il processo di decadimento cognitivo
  2. compensare i deficit con strategie alternative
  3. mantenere un orientamento rispetto alla propria identità e al contesto di vita attuale
  4. essere il più autonomi possibile nella vita quotidiana

Per una buona riuscita del trattamento è indispensabile che le abilità acquisite nelle sedute siano generalizzate nella vita quotidiana e che i familiari del paziente collaborino nel creare un ambiente adatto e stimolante

Sostegno psicologico:

  • Colloqui individuali per affrontare gli aspetti emotivi e comportamentali 

Sostegno familiare:

  • Incontri individuali e/o di gruppo per fornire ai familiari
  1. informazioni e chiarimenti sulla diagnosi e sui deficit del paziente
  2. supporto nella gestione quotidiana (strategie di comunicazione, di compensazione dei disturbi…) 
  3. sostegno nella presa di coscienza del proprio carico emotivo e pratico
  4. indicazioni per la gestione dei problemi emotivi e comportamentali dell’anziano (es. aggressività, depressione, disinibizione…)
  5. supporto emotivo (per gestire il senso di solitudine, i sensi di colpa, il mantenimento del proprio benessere personale…)
  6. Riorganizzazione emozionale del tempo