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Nuove dipendenze

Le new addiction comprendono:
    dipendenza da internet
    dipendenza da giochi di ruolo
    dipendenza dal trading online
    dipendenza da information overloading
    dipendenza da shopping
    dipendenza da gioco d’azzardo
    dipendenza da cyber pornografia
    dipendenza da cyber sex
    dipendenza da social network
    dipendenza da cellulare
    dipendenza da lavoro
    dipendenza affettiva
    hikikomori

Dipendenza da internet: L’Internet Addiction Disorder (IAD) è una condizione caratterizzata da un forte ed insistente desiderio di connettersi al Web. Il soggetto aumenta progressivamente il tempo in rete tanto da compromettere la propria vita reale: perde le amicizie reali, la cura del proprio corpo, le attività sportive e sociali, viene bocciato a scuola o viene licenziato. Se non può connettersi soffre, diventa irritabile fino a stati di agitazione,  depressione o di scompensi psicotici.


Dipendenza da giochi di ruolo on line (MUD dipendenza): i giochi di ruolo in rete usano la rete per far giocare fra loro più utenti  simultaneamente. Sono molto coinvolgenti perché consentono di nascondere la propria identità e di costruire personaggi, con i quali in alcuni casi si finisce per identificarsi. Può comparire un comportamento additivo per il quale il soggetto tenderà a dedicare gran parte del tempo al gioco, mettendo in crisi i rapporti interpersonali e gli impegni della vita reale. Il gioco può svilupparsi all’infinito, secondo trame, livelli, intrecci successivi e questo è uno degli elementi che può tenere avvinto il giocatore al computer, ovvero la sensazione di non vanificare gli sforzi fino a quel momento compiuti per porre in condizioni favorevoli i propri avatar (personaggi che rappresentano il giocatore  e che realizzano per lui sul video del computer, atti, comportamenti, strategie, decisioni).


Dipendenza da sovraccarico di informazioni (information overloading): si dipende dalla ricerca continua ed estenuante di informazioni, di cui si va in cerca per ore ed ore di navigazione. Si passa da un sito all’altro (web surfing) e si passano in rassegna dati su dati, siti di news e informazioni. Una ricerca frenetica che si tenta inutilmente di ridurre e che perdura anche se il tempo trascorso in rete aumenta a scapito di lavoro, famiglia, cita sociale e di relazione.


Trading online: la possibilità di effettuare transazioni borsistiche attraverso Internet ha profondamente modificato il mondo della Borsa. L’uso di supporti digitali e telematici consente un’estrema velocizzazione delle operazioni di acquisto e vendita di azioni, permettendo sia al piccolo investitore che ai grandi operatori dell’alta finanza di intervenire sui principali mercati mondiali in modo istantaneo e con un’estrema semplificazione ed economizzazione delle modalità di compravendita di azioni, titoli e derivati finanziari di ogni tipo. Tali caratteristiche espongono il soggetto ad un uso compulsivo del trading on line, che porta sia ad una dilatazione del tempo dedicato a tali operazioni sia alla comparsa di una ideazione prevalente, per cui la vita mentale di tali soggetti sembra ruotare intorno alle tematiche borsistiche e all’andamento dei mercati.


Shopping compulsivo: Lo shopping compulsivo è una forma patologica caratterizzata da preoccupazioni e impulsi intrusivi e ricorrenti rivolti alla ricerca e all’acquisto eccessivo di beni spesso superflui o di valore superiore alla propria disponibilità economica. A differenza delle comuni attività di acquisto che possono rappresentare un momento di condivisione con il partner o gli amici, lo shopping patologico è un’attività che viene svolta prevalentemente da soli, una sorta di piacere privato. Al primo posto tra gli oggetti della “febbre da acquisto”, per quanto riguarda le donne, ci sono i capi d’abbigliamento, seguiti da cosmetici, scarpe e gioielli: tutti elementi riconducibili all’immagine. L’uomo, invece, predilige simboli di potere e prestigio come telefonini, computer portatili e attrezzi sportivi. In entrambi i casi, comunque, si tratta di oggetti in grado di aumentare l’autostima e la buona percezione di sé, aspetti che in tutte le forme di addiction risultano spesso fortemente compromessi. Lo shopping compulsivo causa problemi significativi quali stress, interferenze con il funzionamento sociale e lavorativo, disagi familiari e coniugali e gravi problemi finanziari.

 

Il gioco d’azzardo patologico: Nel DSM-IV il gioco d’azzardo patologico viene definito come un “comportamento persistente, ricorrente e maladattivo tale da compromettere le attività personali, familiari lavorative”. Il giocatore compulsivo non gioca per guadagno materiale, ma per il piacere che gli deriva dal giocare. La perdita di controllo e la pervasività del gioco nella vita del soggetto determinano il deterioramento dei rapporti affettivi, familiari, lavorativi. Il gioco d’azzardo patologico tipicamente inizia nella prima adolescenza nei maschi e più tardivamente nelle femmine. La modalità del disturbo può essere regolare o episodica e il decorso del disturbo è cronico. Generalmente vi è una progressione della frequenza del gioco d’azzardo, delle somme scommesse e dell’eccessiva dedizione al gioco e alla ricerca di denaro con cui giocare, portando ad un allontanamento della famiglia, di abbandono solitudine e anche di problemi legali. L’impulso e l’attività di gioco d’azzardo generalmente aumentano durante periodi di stress o di depressione.


Dipendenza da cyber pornografia: si tratta sia della ricerca di materiale pornografico in rete (immagini, giochi e film), che a sua volta può essere collezionato o scambiato con altri. Il porno-dipendente tende a mantenere per molte ore il livello di eccitazione, ricorrendo all'autoerotismo per far calare e liberare l'eccessiva tensione, rabbia, stress e dimenticare tutti i suoi problemi. Al momento del calo della tensione subentrano la repulsione, disagio, malessere per gli stimoli pornografici e la sensazione di essere schiavi di un meccanismo che toglie la libertà. Nella cyber-porn addiction, l'interattività è completamente assente, in quanto la persona è sola con lo schermo e le immagini impresse su di esso. Il soggetto ottiene sia l’erezione sia l’eiaculazione, solo attraverso la visione di materiale pornografico, è incapace di controllare, limitare o sospendere la fruizione di materiale pornografico; non riesce più a vivere senza, e l’eiaculazione finale/orgasmo, è spesso, l’unica possibilità per riuscire ad interrompere la visione. La mente del cyber-porn addict, è passiva, non libera d’immaginare poiché, visionando materiale pornografico, quest’ultimo si appropria della fantasia dello “spettatore”, stereotipandole alle sue immagini. Il mondo virtuale permette di scegliere a piacimento la propria identità e caratteristiche, favorendo processi di dissociazione. Inoltre è comoda, pulita, igienica. È un’emergenza poco appariscente perché consumata in silenzio e in solitudine, ma intacca rapporti di coppia, la capacità dell’individuo di avere relazioni sane e, in casi gravi, affrontare e vivere la realtà. Si sperimenta un’onnipotenza che nessuna relazione con una persona “vera” può dare.


Dipendenza da cyber sex:  ossia la dipendenza dal sesso virtuale, è la ricerca ossessiva - compulsiva di una sorta di legame o attività con un'altra persona. Le attività sessuali sono: visionare e/o scaricare siti (o materiale) pornografici in contemporanea alla masturbazione, incontri virtuali in chat erotiche (“stanze” dove persone sconosciute si incontrano per poter “chiacchierare” liberamente di qualsiasi argomento), leggere e scrivere lettere o storie, scambiare e-mail o annunci per incontrare partner sessuali, impegnarsi online in relazioni amorose interattive con persone dello stesso sesso o opposto, inclusa la masturbazione in contemporanea con un’altra persona (disposta a farlo) davanti ad una web-cam, cioè una telecamera che permette di vedere quello che sta facendo l’utente con cui si dialoga. La possibilità di usare dei canali audio e video, tramite microfoni e webcam ha ovviamente reso più realistica l’esperienza che avviene sempre in una caratteristica condizione di  “presenza/assenza” dell’altro. Sarebbe questa particolare situazione psicologica che renderebbe così appetibile a molti l’ esperienza del sesso virtuale. Per alcuni il cybersesso diventa gradualmente la principale fonte di gratificazione sessuale, al punto da ridurre l’interesse per il partner reale. La compromissione di una vita di relazione sana è molto rilevante, ma rilevanti sono anche gli effetti sui processi mentali: l’intrusione di pensieri e fantasie non volute può impedire la concentrazione, la vigilanza su una normale occupazione.


Dipendenza da social network: Internet e le reti sociali consentono di rispondere al bisogno di amicizie, anche se in modi diversi rispetto ai tradizionali canali di incontro del passato (viaggi, eventi…) e di poter ampliare le proprie relazioni in un’epoca storica in cui gli spazi di aggregazione esterni (cortili, piazze, strade..) si sono ridotti. Il social network può rappresentare un’estensione degli spazi fisici tipici della comunità. I social network permettono la creazione di uno spazio di incontro in cui condividere interessi e relazionarsi con persone che abbiano la propria stessa curiosità e sensibilità. Curare il proprio profilo su Facebook un modo per gestire la propria identità, combattere la solitudine, essere ascoltati e poter parlare. Per un ragazzo, è narcisisticamente più importante il numero di contatti che si hanno su Facebook che la qualità delle relazioni instaurate, ignorando spesso che non a ogni contatto corrisponde un’amicizia. Il rischio è presente quando questo genere di relazione è l’unico presente nella vita del ragazzo. La gestione della propria immagine attraverso la ricerca di ciò che può colpire e attirare l’attenzione dell’altro può sostituire la presentazione e la condivisione dei propri limiti. I limiti rappresentano i nostri confini, ci definiscono come persone e sono tutto ciò che non riusciamo a fare o ad essere. Averne consapevolezza ci aiuta a sentirci veri e riuscire a condividerli con gli altri è parte di ogni relazione affettiva.


Dipendenza da cellulare: Il telefono cellulare con la sua imponente diffusione tra diverse generazioni di utilizzatori, dai bambini agli anziani, dagli adolescenti agli adulti, ha determinato negli ultimi dieci anni la comparsa di nuovi comportamenti nella vita quotidiana e nuovi stili comunicativi tra le persone. Il cellulare può essere usato dovunque e in qualunque momento, dà la possibilità di essere raggiunti in ogni momento, può essere sempre portato con sé, lasciato acceso o spento a piacimento. Con il cellulare è comparso anche un nuovo stile comunicativo: SMS, MMS, Videochiamate,internet. Nulla di tutto questo c’era prima. Quando l’uso non è più critico e controllato si può entrare nella dipendenza.


La dipendenza da lavoro: Tutte le persone, in genere, lavorano per poter guadagnarsi da vivere. Tuttavia, questo comportamento, considerato normale, può diventare una dipendenza quando non ha più una funzione di sopravvivenza, ma ci aiuta a superare mancanze esistenziali e problemi familiari.
Il tratto più subdolo della dipendenza da lavoro è il suo essere congruente (differentemente dalle altre dipendenze) con le aspettative sociali: essere produttivi, infatti, è una delle attese più pressanti della società in cui viviamo. Sembrerebbe che quelli maggiormente predisposti siano i liberi professionisti, perché non vincolati ad un orario fisso e quindi finiscono per perdere il limite tra ciò che è lavoro e ciò che non lo è. Nella maggior parte dei casi, le conseguenze sono una vita familiare e sociale distrutta, ansia, depressione e patologie stress-correlate.              


Dipendenza affettiva: si ricerca in modo spasmodico una fusione con l'altra persona, annullando se stessi e ponendo il partner come unico scopo della propria vita. Non si riesce a funzionare socialmente senza che qualcun altro si prenda cura di loro e, quando possono, preferiscono demandare agli altri le proprie scelte. Si affidano al partner, ai genitori, ai superiori, agli amici, sempre alla ricerca di qualcuno che li guidi. Il dipendere unicamente da fonti esterne per ottenere gratificazioni rende incredibilmente vulnerabili ai desideri e agli umori altrui, ciò spiega l’atteggiamento sottomesso e privo di autodeterminazione. Finché si riesce a mantenere la relazione di dipendenza da cui si trae forza il soggetto può condurre una vita apparentemente equilibrata, quando la relazione si interrompe si possono sviluppare manifestazioni patologiche che rendono necessario l’intervento specialistico.
Hikikomori: il termine è stato coniato dallo psichiatra Tamaki Saito e tradotto dallo stesso in “social withdrawal” (ritiro sociale). Gli Hikikomori sono per lo più adolescenti e giovani adulti che si chiudono dentro casa per mesi o addirittura anni. Si ritirano evitando qualsiasi contatto con l’esterno, raramente hanno amici, non frequentano le lezioni scolastiche e non svolgono alcuna attività lavorativa. La diffusione del fenomeno in Giappone ha avuto luogo negli ultimi 15 anni e alcuni affermano che circa un milione di giapponesi ne siano coinvolti, praticamente l’1% della popolazione. Stime più caute, e più realistiche, parlano di un range compreso fra 100.000 e 320.000 individui. Probabilmente ragazzi e ragazze hikikomori vivono anche in Italia, alcuni li chiamiamo e li abbiamo sempre chiamati nerds o geek, e sicuramente sono presenti in tutte le società occidentali, ma ancora l’ attenzione mediatica non è riuscita a farne un fenomeno sociale noto..
Lo stile di vita degli Hikikomori è caratterizzato da un ritmo circadiano sonno veglia totalmente sballato, con le ore notturne spesso dedicate a componenti tipiche della cultura popolare giapponese, come la passione per il mondo manga e, soprattutto, la sostituzione dei rapporti sociali diretti con quelli mediati via internet. Quest’ultimo aspetto si configura spesso come una contraddizione in termini: la persona rifiuta i rapporti personali solo fisici, mentre, con la mediazione della rete, può addirittura passare la maggior parte del suo tempo intrattenendo relazioni sociali di vario tipo (dalle chat fino ai videogiochi online).La mancanza di contatto sociale e la prolungata solitudine hanno effetti profondi sull’Hikikomori, che gradualmente perde le sue competenze sociali, i riferimenti comportamentali e le abilità comunicative per interagire con il mondo esterno. Solitamente lascia raramente la sua abitazione, consumando i pasti all’interno della propria stanza.